Sono inutile se non genero utile

Lo so, lo so, probabilmente stai pensando: “Che titolo esagerato, catastrofico, tragico!”.

Ormai mi conosci: devo sempre disturbarti in qualche modo.

Stavo pensando a questa frase qualche giorno fa e, ad essere sincera, l’input è nato da una conversazione densa e carica di energia con l’artista e attivista Chiara Scolastica Mosciatti. Grazie Chiara.

Perché ci sentiamo più degni, in qualità di esseri umani, in base a quanti soldi incassiamo? Perché l’unica formula per sentirsi adeguati, in questo mondo, sembra risiedere nel guadagno? E come mai, se non genero utile, corro un alto rischio di sentirmi frustrata, depressa o immeritevole della vita che mi è stata donata?

Ho sparato molte bombe oggi, me ne rendo conto, abbi pazienza.

Questo eccessivo consumismo ci ha incastrato in un loop senza fine, nel quale esistiamo solo se acquistiamo, mostriamo, condividiamo e quindi dimostriamo.

È una corsa insana, durante la quale tutti, prima o poi, ci sentiamo obbligati a mantenere standard più o meno elevati per sentirci maggiormente degni del nostro posto in questo universo. Ma mi sorge un dubbio (strano!): il fatto che esisto, respiro e per di più ho la capacità di riflettere e provare emozioni, non mi rende già totalmente degna della casella che occupo in questo pezzo di storia?

A questo punto, potresti anche aver pensato: “Beh, allora stiamo tutti a casa a cazzeggiare!”

Ottima osservazione, ma scaviamo più a fondo per favore: sono convinta che stare a casa a grattarci le rispettive ovaie o i rispettivi zebedei non sia fruttuoso per la nutrizione del nostro spirito. Per nulla. Sono altresì certa che viviamo in una società troppo legata all’utile, talmente legata che qualora fossi, per un periodo della mia vita, un soggetto che non genera utile, correrei un’alta percentuale di rischio di cadere in una frustrazione profonda. 

Siamo passati da donne che lavoravano in quanto mamme (e non credo esista un lavoro più duro), a mamme che, se non lavorano, si sentono in colpa e piangono perché si ritengono inutili.

Fino a qualche anno fa si viveva con pane, uova, natura, ma si viveva.

Abbiamo trasferito le nostre gioie su piattaforme social cercando di nascondere e quindi di annientare le nostre sofferenze, perché se non le pubblico non esistono. Certo, come no!

Ci hanno detto di fare carriera, di essere qualcuno, di non lasciare quel lavoro sicuro e poi, dentro, appassiamo. Lentamente. Inevitabilmente.   

Illustrazione di Monica Seri

Siamo utili anche se non generiamo utile, ok? 

Perciò, visto che so bene che non si campa più di baratto, sappi che anche tu, se in questo preciso momento della tua vita non stai generando utile, non hai nulla da vergognarti, anzi, meriti di essere qui! Ti dirò di più: prova a fare qualche passo all’aria aperta, vicino a casa, cercando di prestare attenzione a ciò che ti circonda. Inizierai a cogliere, come per magia, dettagli del tuo presente che non avevi mai notato prima: quell’albero dietro casa, l’hai mai osservato? La vicina un po’ sulle sue, la saluti? La pioggia che ti scorre davanti agli occhi, l’hai mai ascoltata? L’aria fredda che ti pizzica le guance, l’hai mai sentita veramente? Le foglie, i bambini, la strada, gli odori, il sole… già, il sole.

Illustrazione di Monica Seri

Quando sono oberata di pensieri e la mia testa vaga tra rumori negativi, tossici e pesanti, esco a fare due passi e dico a me stessa: “Lu (soprannome del quale ignoro l’origine), fai attenzione!“.

Sembro pazza, non hai tutti i torti, ma te lo assicuro: funziona.

Dopo questo caldo invito alla me distratta, inizio ad accorgermi di dettagli che non avevo mai colto prima: un ramo dalla forma particolare, foglie colorate, bimbi giocosi, visi tristi, profumi succulenti.

C’è una bella differenza tra fare una passeggiata e vivere una passeggiata: la differenza è vivere.

Illustrazione di Monica Seri

Se prestiamo attenzione impariamo a vivere: vivere secondo i nostri valori e non secondo quelli che ci propinano, ci rifilano, ci tramandano, perché quelli sono necessariamente di altri, non i nostri. Non sbagliati, non giusti, sono semplicemente valori di altri. E tutti gli altri sono diversi da te.

Ossigena il tuo tempo e il tuo spazio con attenzione verso il presente, abbi cura della compagnia di cui ti circondi, selezionala bene, basati sull’energia che ti senti scorrere nelle vene. Ama la tua di compagnia, abbracciati ogni tanto, accarezzati. Impara a dire di no, non puoi arrivare dappertutto, non devi. La vita è così imprevedibile: non ossessionarti col pensiero di dover controllare ogni cosa. Non serve. Fai attenzione al respiro che ti sveglia la mattina, al corpo che ti accompagna fino a sera.

Sì, proprio Tu: fai attenzione, con calma, un passo alla volta, costruisciti la tua passeggiata. E soprattutto goditela, goditela a fondo questa passeggiata!

Pubblicato da giuliaterenziblog

Sono Giulia, il mio spirito è libero. Sono curiosa di tutto, sempre alla ricerca, sempre in ascolto. La scrittura mi accompagna da quando sono bambina come una sorella, come un angelo custode...

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